UN VIAGGIO NEI LUOGHI DELLA MEMORIA. Calitri altra perla d’Irpinia

Con il treno alla scoperta di un luogo dell’Irpinia, annoverato tra i nove posti al mondo dove vivere “come un Re”
Per la prima volta quest’anno un intero week-end dedicato al treno irpino del paesaggio e a Calitri. Possibilità di scegliere l’escursione giornaliera o il sabato o la domenica, oppure pernottare a Calitri,  partendo sabato mattina alle 9,00 dalla stazione di Avellino e ritornare da Calitri, passando prima per Lioni e poi ad Avellino il pomeriggio di Domenica 9 maggio.
UN VIAGGIO NEI LUOGHI DELLA MEMORIA CALITRI, altra perla dell’Irpinia
Sabato e Domenica, 8 e 9 maggio 2010
________________________________
Modalità di prenotazione:
Il contributo per partecipare alla giornata di sabato 8 maggio è di 35 €/cad.
Il contributo per partecipare alla giornata di domenica 9 maggio è di 35 €/cad.
I bambini da 6 a 10 anni versano un contributo di 20 € /cad. Gruppi di 10 persone sconto del 10%.

Il contributo per partecipare al week_end , con pernottamento è di 80 €/cad, con cena libera il sabato

Il pagamento dovrà essere effettuato al momento della prenotazione con le seguenti modalità: presso le sedi di
– Amici della Terra Irpinia – Largo Scoca (ang. Via Macchia) , 2 Avellino
Tel 0825786473 fax 0825248754 mail: amiterav@libero.it
dalle ore 10 alle ore 13,00 e dalle ore 17,00 alle ore 19,30 da lunedi a venerdì

– SPI – CGIL – Viale Italia 40
Tel 340.6778150 mail: pietro.mitrione@tin.it
dalle ore 9,30 . alle ore 11,30 da lunedì a venerdì

Oppure
Bonifico bancario intestato a
Amici della Terra Irpinia Onlus
Iban IT 72R0866115100 000 000 305277
Causale: contributo “In loco motivi” manifestazione del 8-9 MAGGIO 2010 e trasmissione via fax al numero 0825248754 dell’attestazione di versamento.

PROGRAMMA

SABATO 8 MAGGIO
8,30 Atrio Stazione FS Avellino : raduno partecipanti
9,00 Stazione FS Avellino: Partenza del treno Avellino – Calitri
PARCHEGGIO LIBERO IN STAZIONE
Il The offerto dalla Sala da The “ShaZa” P.za del Popolo Av
Biscotti tipici offerti dalla Ditta ” Casale del Principato”
Il racconto del paesaggio e della linea ferroviaria Av_Rocchetta, di Pietro Mitrione, Valentina Corvigno, Amici della Terra Irpinia
“Folk, musica e …….”
Assaggio prodotti tipici alla stazione di Montella

11,05 Stazione di Calitri Scalo – Arrivo Saluto delle Autorità Locali – Spostamento con navette Gruppo Di Maio a Calitri-P.le Giolitti

11,30 Centro storico di Calitri. Visita guidata al Borgo castello

13,00 Pranzo e convivialità. Osteria “Tre rose”,Gatta Cenerentola , Pizzeria Manhattan e La Locanda;

15,00 raduno in Piazza della Repubblica,
esibizione gruppo folkloristico ”I Uagliun ru Hafij”,
passeggiata nel centro storico(via Berrilli,via Alfonso Del Re,via Casaleni,via Tozzoli,Largo S.Berardino con sosta nelle grotte)

17,00 saluto della Banda musicale di Calitri
e partenza per Calitri Scalo da Largo S.Berardino;

17.45 Partenza del treno per Avellino;
19,40 Stazione di Avellino – Arrivo

per coloro che optano per il pernottamento-cena libera e sistemazione nei B&B di Calitri (Il Melograno, La Caffettiera, Le Strettole) e case vacanza nel centro storico (a cura di Porta D’Oriente).

per chi pernotta a Calitri Celebrazione Eucaristica all’aperto a largo San Bernardino sotto la collina del Calvario ore 18,00

Domenica 9 maggio (programma per chi ha pernottato a Calitri)
10.00 Raduno in Piazza della Repubblica, visita alla chiesa dell’Annunziata e alla mostra di Borgo Castello;

13.00 Pranzo (osteria “Tre rose”,Gatta Cenerentola , Pizzeria, Manhattan e La Locanda);

15.00-visita all’Immacolata Concezione e al museo dell’Istituto D’Arte(Via Concezione e Via Faenzari);

17,10 Raduno partecipanti – navetta per la stazione di Lioni
18,00 Stazione di Lioni – partenza per Avellino
19,25 Stazione di Avellino – Arrivo

DOMENICA 9 MAGGIO
Parcheggio libero in stazione
8,15 Atrio Stazione FS Avellino : raduno partecipanti
8,30 Stazione FS Avellino: Partenza del treno Avellino – Lioni
Il The offerto dalla Sala da The “ShaZa” P.za del Popolo Av
Biscotti tipici offerti dalla Ditta ” Casale del Principato”
Il racconto del paesaggio e della linea ferroviaria Av_Rocchetta, di Pietro Mitrione, Valentina Corvigno, Amici della Terra Irpinia
“Folk, musica e …….”
Assaggio prodotti tipici alla stazione di Montella

9,55 Stazione di Lioni – Arrivo
Spostamento con navette Gruppo Di Maio Viaggi dalla stazione di Lioni a Calitri

10,45 Centro storico di Calitri. Visita guidata al Borgo castello

13,00 Pranzo e convivialità. Osteria “Tre rose”,Gatta Cenerentola , Pizzeria Manhattan e La Locanda;

15,00 raduno in Piazza della Repubblica,

passeggiata nel centro storico
( via Berrilli, via Alfonso Del Re, via Casaleni, via Tozzoli, Largo S.Berardino con sosta nelle grotte)

Musica popolare e folk

17,10 Raduno partecipanti Largo S.Berardino – navetta per la stazione di Lioni
18,00 Stazione di Lioni – partenza per Avellino
19,25 Stazione di Avellino – Arrivo
Le giornate si inseriscono
nell’ambito della manifestazione :
CALITRI: I LUOGHI DELLA MEMORIA

3 Responses to “UN VIAGGIO NEI LUOGHI DELLA MEMORIA. Calitri altra perla d’Irpinia”


  1. 1 angelo ruggiero 02/05/2010 alle 5:28 pm

    carissimi amici mi peacerebbe assistire pero io arrivo in italia il 18 maggio e staro a cairano il 20 giugno un abraccio a tutti y colaboratoi speriamo che fara una bella gionata

  2. 2 Di Carlo 07/05/2010 alle 1:25 pm

    Aspetti di vita di Calitri scalo

    Alla fine degli anni trenta ed all’inizio degli anni quaranta non esisteva una navetta per il collegamento tra Calitri scalo e Calitri.
    Si camminava a piedi, le strade erano dissestate e non asfaltate, i mezzi di comunicazione erano costituiti da carretti tirati da cavalli per il trasporto delle merci, raramente da qualche carrozzella. Inoltre, si viaggiava sul dorso degli asini, dei muli e dei cavalli per trasferirsi da un paese all’altro o dal paese alla campagna e viceversa.
    La popolazione era dedita al 90% all’agricoltura. L’economia era molto debole, il reddito delle famiglie bassissimo. Ogni famiglia conviveva con l’asino, il maiale, le galline; coltivava anche piccoli appezzamenti di terreno per trarne grano, vino e d olio in modo sufficiente per vivere per un anno.
    Non esistevano in paese in generale i servizi igienici, non esistevano i termosifoni. Il riscaldamento avveniva con la legna o con i carboni (accesi nel braciere), non vi era il gas nelle case. La luce elettrica funzionava a singhiozzo. In mancanza si usavano le luci ad olio o le lampade a gas. Non vi erano il telefono e la televisione; le donne andavano a lavare i panni nel fiume Ofanto che allora presentava acque scorrevoli e limpidissime, trasportandoli in un cesto sopra la testa.
    Allo scalo di Calitri vi erano poche famiglie, molto affiatate tra di loro, costituite da persone impiegate o dedite ad attività commerciali.
    Il veicolo che portava un po’ di animazione era il treno, unico mezzo di trasporto per le medie e lunghe distanze.
    Il treno merci, invece, trasportava ogni tipo di masserizie che venivano scaricate nel bagagliaio della stazione per essere poi ritirate dagli interessati.
    Avvenimenti di rilievo erano costituiti dall’accompagnamento alla stazione dei giovani che partivano per il servizio militare. Queste manifestazioni avvenivano tra suoni e canti per un verso, per l’altro tra episodi di dolore da parte delle madri e delle fidanzate che temevano per i disagi ed i pericoli che la guerra, la seconda guerra mondiale, comportava.
    La svolta avvenne nel 1943. Avevo dieci anni. Ricordo la guerra: le bombe degli aerei americani che bombardavano le postazioni tedesche. I tedeschi rispondevano con i cannoni delle proprie contraeree. Ho visto questo spettacolo bellico da vicino con i miei occhi mentre mi recavo con i miei familiari in uno scantinato; lo ricordo in modo indelebile ancora oggi, accompagnato dalle grida di mia madre che ci richiamava per correre in fretta nel nostro rifugio. I tedeschi nella ritirata verso il centro-nord dell’Italia disseminavano le strade di mine esplosive e distruggevano i punti strategici, tra cui i ponti, per ritardare la marcia degli americani nostri alleati, il canale dell’acquedotto pugliese per far mancare l’acqua alla Puglia a e alla Basilicata, l’impianto di sollevamento di Calitri dove lavorava mio padre che ne era uscito poco prima.
    Si ebbe un momento molto difficile in cui prevalse il contrabbando delle derrate alimentare ed in cui ogni calitrano si ingegnò alla meglio per poter vivere insieme alla propria famiglia. Dopo alcuni giorni si ebbe la bonifica della strada dalle mine e furono effettuati collegamenti stradali di fortuna.
    Ci riprendemmo dalla miseria grazie agli aiuti degli Stati uniti d’America e dagli italiani d’America nostri parenti.
    Con il passare del tempo l’Italia si riprendeva lentamente, lo scalo ferroviario di Calitri si sviluppava. Noi giovani passavamo la nostra fanciullezza a studiare durante il periodo scolastico ma a divertirci nel periodo estivo. Allo scalo di Calitri eravamo in pochi ma bene organizzati. Si andava a pescare nel fiume Ofanto e nel torrente Ficocchia di giorno e di sera. Si giocava con la trottola o a carte, all’ombra di qualche casa, a nascondino o con un carretto da noi costruito o con la fionda o con un cerchio di ferro. Prendevamo dei cardellini, assalendo qualche nido, che poi crescevano. Ma il divertimento maggiore consisteva nell’andare a fare il bagno alla “spiaggia ofantina”, tutti nudi come angioletti, senza costumi da bagno, a piedi scalzi con la terra che scottava. Dulcis in fundo avevamo adattato un terreno pianeggiante tra le fornaci di mattoni e la spiaggia a campetto di calcio per cui dopo il bagno facevamo delle sfide a pallone.
    A Calitri oltre a questi giochi se ne praticavano molti altri per la presenza di tantissimi ragazzi che animavano il paese e a volte insieme compivamo azioni non corrette, come rubare un po’ di frutta nei terreni quando il padrone era assente. L’adolescenza è stata molto spensierata. Da grandi ammiravamo le ragazze, incominciavamo a corteggiarle, raramente si andava a ballare.
    Passata la fase dell’emergenza in cui furono moltissimi ad emigrare verso il nord dell’Italia o la Svizzera, la Germania o negli Stati del Benelux, mentre l’Italia viaggiava a piccoli passi verso il boom economico, anche Calitri si sviluppava grazie alle rimesse degli emigrati e grazie ai finanziamenti massicci della Cassa del Mezzogiorno. Si costruirono le autostrade e le superstrade. Tutte le strade statali, provinciali, comunali e interpoderali furono asfaltate. Nelle campagne fu portata la luce elettrica e l’acqua.
    Contestuale allo sviluppo della rete stradale si ebbe l’incremento delle macchine e dei mezzi agricoli ed industriali. Un servizio di navette collegava Calitri a Calitri scalo. Si attraversò un periodo di benessere in cui era facile trovare occupazione e gli anziani incominciarono a vivere civilmente perché percepivano pensioni dignitose.
    Arriva il 1980. Il terremoto. La morte di migliaia di persone. La caduta delle case, la frana, il freddo, la neve. Gli aiuti.
    L’Italia intera si mobilitò: arrivò di tutto e di più. Lo Stato stanziò immense risorse; fu attuata la ricostruzione delle abitazioni e fu avviata l’industrializzazione delle nostre zone, parzialmente riuscita.
    Calitri scalo ebbe un grande splendore grazie ai fitti traffici ferroviari e stradali sia per la presenza di attività commerciali che fornivano materiale di ogni genere ai paesi dell’hinterland e non solo, sia grazie alla presenza di una industria di materiale edilizio di ottima qualità.
    Terminati i flussi economici iniziò il periodo delle difficoltà con la storia che tutti oggi conosciamo. La globalizzazione e la crisi hanno aggravato le cose.
    Bisogna avere molto coraggio e reagire con determinazione per uscire dalla situazione in cui, nostro malgrado, siamo venuti a trovarci. Il primo segnale lo vedremo oggi. Molto, moltissimo resta da fare.

  3. 3 In_loco_Motivi 12/05/2010 alle 3:47 pm

    Per Angelo
    Ci sarà un treno il 23 maggio ed uno il 6 giugno.
    Saluti


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